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Circolari

Split Payment - Nuovo regime IVA nelle operazioni con enti pubblici

Categoria: Ambito Legale e Tributario
Pubblicato: Martedì, 20 Gennaio 2015
Scritto da Donato Troia

L’approvazione definitiva della legge di stabilità 2015 conferma le importanti novità in materia di applicazione dell’Iva nelle operazioni effettuate con gli enti pubblici. In particolare, è stato disposto che a partire dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2015, le forniture eseguite a favore della Pubblica Amministrazione devono avvenire con il sistema dello “split payment”, che consiste nell’addebito dell’Iva in fattura da parte del soggetto passivo che pone in essere l’operazione, ma con versamento dell’imposta a carico dell’acquirente o committente. Si precisa sin da subito che il sistema in questione è operativo dal 1° gennaio 2015.

Tecnicamente, la modifica normativa si inserisce nell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972, il quale dispone che per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato e dei suoi organi, anche dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei loro consorzi, delle camere di commercio, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, l’imposta è versata dal cessionario o committente (nella qualità di soggetto passivo), con modalità e termini che saranno fissati da un apposito decreto ministeriale. In buona sostanza, tramite il meccanismo in questione, il cedente o prestatore emette fattura con addebito d’imposta, e l’acquirente o committente procede al pagamento dell’imponibile al fornitore stesso, mentre l’imposta è versata direttamente all’Erario. Al fine di consentire l’applicazione del sistema in questione, nella fattura emessa dal cedente o prestatore dovrà essere riportata l’indicazione che l’imposta deve essere versata dall’acquirente o committente direttamente a favore dell’Erario (ad esempio indicando “Iva da versare a cura del cessionario o committente ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972”). E’ evidente che con tale sistema si evita la possibilità da parte del fornitore di incassare l’imposta e di non versarla al Fisco, al pari di quanto si ottiene con il reverse charge, anche se in tale ultimo caso il soggetto che pone in essere l’operazione non esercita la rivalsa del tributo. Lo split payment, tuttavia, non si applica ai compensi per prestazioni di servizi assoggettate a ritenuta d’acconto, per i quali l’imposta resta dunque applicabile nei modi ordinari.

Per quanto riguarda la decorrenza, come già anticipato, secondo l’originario disegno di legge l’efficacia del nuovo sistema era subordinata al rilascio, da parte del Consiglio Ue, dell’autorizzazione per la deroga all’art. 395 della direttiva Ue, mentre nel testo definitivo, a causa di problemi collegati ad altre vicende, si è data attuazione immediata alla novità già a partire dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2015. Le concrete modalità di versamento dell’imposta, nonché i relativi termini, saranno tuttavia definite da un apposito decreto attuativo, anche se pare ragionevole supporre che si procederà tramite utilizzo di una versione speciale del modello F24 enti pubblici. In caso di omesso o ritardato versamento dell’imposta, è prevista l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 471/1997 (30% dell’imposta non versata o versata tardivamente).

Infine, è bene segnalare che le disposizioni relative allo split payment, di cui all’art. 17-terdel D.P.R. n. 633/1972, non si applicano alle operazioni per le quali l’ente cessionario o committente, in qualità di soggetto passivo d’imposta, debba applicare il regime di inversione contabile (ad esempio, acquisti intracomunitari di beni, ovvero prestazioni di subappalto rese nel settore edile). In altre parole, laddove l’operazione rientri in una delle fattispecie per le quali si rende applicabile il regime del reverse charge, quest’ultimo prevale rispetto al nuovo sistema dello split payment.

I nostri uffici sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Nuovo bando Invitalia "SMART&START"

Categoria: Ambito Contabile, Amministrativo e Fiscale
Pubblicato: Martedì, 18 Novembre 2014
Scritto da Donato Troia

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del 24 settembre 2014, che apre ufficialmente le porte al nuovo Smart&Start, l’incentivo gestito da Invitalia e rivolto alle start-up innovative. Sono molte le novità previste: con il nuovo decreto, le agevolazioni sono estese a tutte le regioni italiane e non più solo alle regioni del Mezzogiorno e alle aree del cratere Aquilano. Sono destinate alle start-up innovative, iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, e costituite da non più di 4 anni o alle persone fisiche che vogliono avviare una start-up innovativa.

Tra le attività ammesse è prevista la produzione di beni ed erogazione di servizi, che:

- si caratterizzano per il forte contenuto tecnologico e innovativo, e/o

- si qualificano come prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, e/o

- si basano sulla valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e privata (spin off da ricerca).

Sono escluse le attività di produzione primaria dei prodotti agricoli.

L’importo massimo finanziabile passa da 500 mila euro a 1,5 milioni di euro, per acquistare beni di investimento e/o per acquisire servizi necessari alla gestione.

Tra le principali voci di spesa ammissibili vanno menzionate:

- impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche; componenti HW e SW; brevetti, licenze, know-how; consulenze specialistiche tecnologiche (spese per investimenti);

- personale dipendente e collaboratori; licenze e diritti per titoli di proprietà industriale; servizi di accelerazione; canoni di leasing; interessi su finanziamenti esterni (spese di gestione).

Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda ed entro i 2 anni successivi alla stipula del contratto di finanziamento.

Cambia anche la tipologia di agevolazione: sarà un finanziamento a tasso zero, che potrà arrivare fino al 70% (max € 1.050.000) dell’investimento totale e dovrà essere restituito in 10 anni. La percentuale massima di finanziamento potrà salire all’80% se la start-up è costituita esclusivamente da donne o da giovani, oppure se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che sta lavorando all’estero e sceglie di rientrare in Italia. Inoltre, solo per le start-up con sede nel Mezzogiorno e nel Cratere sismico dell’Aquila, è previsto un contributo a fondo perduto del 20%, che restituiranno quindi solo l’80% del mutuo agevolato ricevuto.

Le start-up costituite da non più di 12 mesi potranno beneficiare anche di un tutoring tecnico-gestionale, con servizi altamente specialistici.

Il nuovo Smart&Start ha una dotazione finanziaria di circa 200 milioni di euro e sarà operativo con l’emanazione della circolare del MISE che fornirà i dettagli per l’accesso alle agevolazioni e fisserà la data in cui si potrà presentare richiesta di finanziamento. Le domande dovranno essere inviate esclusivamente on line.

Gli uffici progettazione e sviluppo d'impresa sono a Vs. disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Auto aziendali: dal 3 novembre l’utilizzatore va indicato nella carta di circolazione

Categoria: Ambito Contabile, Amministrativo e Fiscale
Pubblicato: Martedì, 28 Ottobre 2014
Scritto da Donato Troia

Nuovo adempimento dal 3 novembre 2014: diventa obbligatorio registrare alla Motorizzazione e annotare sulla carta di circolazione il nome di chi non è intestatario di un veicolo ma ne ha la disponibilità per periodi superiori a 30 giorni.

Le modifiche apportate al nuovo Codice della strada (in particolare all’art. 94, comma 4-bis) dalla legge n. 120/2010 e regolate dal decreto ministeriale entrato in vigore il 7 dicembre 2012, prevedonoobblighi di comunicazione, di regola in capo agli utilizzatori/“aventi causa”, finalizzati all’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e dei documenti di circolazione.

In particolare, dovranno essere comunicati atti dai quali derivino variazioni concernenti gli intestatari delle carte di circolazione, ovvero che comportino la disponibilità dei veicoli per periodi superiori ai 30 giorni, in favore di soggetti diversi dagli intestatari.

Si sottolinea che l’adempimento non ha alcuna rilevanza fiscale, non è, infatti, da confondere, seppure per alcuni versi simile, con la comunicazione dei beni in godimento ai soci.

 

Decorrenza

Sebbene le modifiche normative siano entrate in vigore lo scorso 7 dicembre 2012, le stesse diventeranno operative solo dal prossimo 3 novembre in occasione della definizione delle relative procedure informatiche, che consentiranno alle Forze dell’Ordine e all’utenza professionale interessata di adottare le necessarie misure organizzative. Le disposizioni si applicheranno a tutte le variazioni, per le quali incorre l’obbligo di annotazione sulla carta di circolazione e nell’Archivio Nazionale dei Veicoli, che interverranno a decorrere da tale data e non anche quelle pregresse pur in corso alla predetta data.

La scadenza del 3 novembre non interesserà chi svolge attività di autotrasporto soggetta a titolo autorizzativo quale: iscrizione al Ren - Registro Elettronico Nazionale o all'Albo autotrasportatori, licenza conto proprio, autorizzazione per autobus, taxi o noleggio con conducente, per le quali saranno previste procedure specifiche.

Sebbene sia quindi chiaro che il 3 novembre costituisce la data dalla quale eventuali variazioni devono essere comunicate, non risulta chiaro, allo stato attuale, se all’interessato sarà concesso un lasso di tempo entro cui effettuare la comunicazione o se la stessa dovrà necessariamente essere effettuata contestualmente alla sottoscrizione dell’atto che dà luogo alla variazione.

La circolare del Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti, emanata lo scorso 10 luglio 2014, n. 15513 , ha fornito importanti chiarimenti circa i casi da comunicare, la procedura da seguire e la modulistica da utilizzare.

 

La prima verifica

Posto che la comunicazione deve essere effettuata nei casi in cui la disponibilità spetti a persone diverse dall’intestatario del veicolo per periodi superiori a 30 giorni, una prima verifica dovrà essere effettuata con riferimento a detto termine. Tuttavia, si deve evidenziare che la norma non precisa se i 30 giorni debbano essere ritenuti solo consecutivi oppure anche nel caso in cui siano non continuativi nel corso di un anno. Tale distinzione non appare essere di poco conto, laddove si pensi non solo alla necessità di comunicare o meno tale eventualità, ma anche ai possibili controlli che possano essere messi in atto per la verifica del regolare adempimento della comunicazione.

Una delle ipotesi che già da ora si può correttamente evidenziare non sfuggirà agli obblighi di comunicazione, riguarda l’assegnazione in uso al dipendente da parte delle imprese, che implica anche l’utilizzo del veicolo stesso ai finipersonali: in questo caso è certo che l’impresa dovrà attivarsi per comunicare il nominativo del dipendente al fine della sua annotazione nell’Archivio Nazionale dei veicoli. Non è invece, allo stato attuale, ancora chiaro se la concessione in comodato d’uso all’amministratore sia assimilabile a tale caso, trattandosi comunque di veicoli nella disponibilità dell’azienda.

Nell’ipotesi di concessione in uso al dipendente, sarà il legale rappresentante dell’impresa, su delega del dipendente, a dovere presentare una specifica istanza, con la modulistica riportata nella circolare, volta all’annotazionenell’Archivio Nazionale dei Veicoli. A fronte di tale istanza viene rilasciata un’attestazione di avvenuta annotazione nel citato Archivio Nazionale delle informazioni contenute nella dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà da tenere agli atti, e non da conservare a bordo del veicolo interessato.

Per l’annotazione non occorre, in caso di veicoli aziendali nella disponibilità del comodante a titolo di leasing o di acquisto con patto di riservato dominio, il preventivo assenso del locatore o del venditore, che, viceversa, è richiesto per il caso in cui i veicoli siano detenuti in locazione senza conducente.

La medesima procedura si dovrà applicare anche nel caso di variazioni delle annotazioni relative al medesimo comodatario, ivi compresa l’ipotesi di proroga del comodato, e nel caso in cui il veicolo torni nella disponibilità del comodante prima della scadenza.

Si ritiene, inoltre, di sottolineare l’ipotesi suggerita nella circolare riguardante il caso in cui l’annotazione in Archivio del comodatario avvenga in sede di immatricolazione o trasferimento della proprietà del veicolo a nome del comodante: l’eventualità non è soggetta al pagamento delle tariffe precedentemente evidenziate, essendo assorbite nelle tariffe relative all’immatricolazione o trasferimento della proprietà.

 

Cosa comunicare

In relazione ai mezzi di trasporto che sono nella disponibilità di un soggetto diverso dall’intestatario per periodi superiori a 30 giorni, dovrà essere comunicato:

-il nominativo dell’utilizzatore del veicolo;

- la scadenza temporale dell’utilizzo stesso.

In relazione ai dati relativi all’intestatario, l’obbligo di registrazione e annotazione delle variazioni intervenute nella denominazione o, se persona fisica nelle sue generalità (prevalentemente il cambio del luogo di residenza).

 

I casi in cui comunicare

La circolare affronta diversi casi di intestazione temporanea di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi (entro le 3,5t - seppure non risultino essere registrati), in particolare fornisce utili indicazioni circa i casi di:

- concessione a titolo di comodato (E.1);

- concessione in forza di provvedimento di custodia giudiziale (E.2);

- locazione senza conducente (E.3);

- intestazione di veicoli di proprietà di soggetti incapaci di agire (E.5)M;

- utilizzo di veicoli intestati al de cuius (E.6.1);

- utilizzo di veicoli con contratto Rent to buy (E.6.2);

- veicoli facenti parte del patrimonio di un Trust (G);

- concessione in locazione senza conducente di veicoli da destinare ai Corpi di Polizia Locale (E.4).

Rientrano peraltro nella disposizione normativa in commento tutti quei veicoli ricompresi nella disponibilità delle aziende in quanto acquisiti a titolo di proprietà,ma anche nei casi di acquisto con patto di riservato dominio, con diritto di usufrutto, in forza di contratto di locazionefinanziaria oppure di semplice locazione senza conducente.

La circolare n. 15513/2014 precisa inoltre che:

- è possibile presentare un’unica istanza cumulativa nel caso di concessione in comodato di una pluralità di veicoli aziendali (ad esempio, nei casi delle cosiddette flotte aziendali)

- nel caso in cui i veicoli aziendali siano nella disponibilità del comodante, ma a titolo di locazione senza conducente (ad esempio, i cosiddetti noleggi full rent), ricorre la necessità del preventivo assenso scritto del locatore.

 

Sanzioni

In caso di omissione saranno applicabili nei confronti dell’avente causa le sanzioni previste dall’art. 94, comma 4-bis del C.d.s, quantificabili in 705 euro, alle quali si deve aggiungere il ritiro della carta di circolazione.

 

Centro Servizi Impresa rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Sblocca Italia e Sblocca Export

Categoria: Ambito Contabile, Amministrativo e Fiscale
Pubblicato: Martedì, 23 Settembre 2014
Scritto da Donato Troia

Con il pacchetto Sblocca Export dello Sblocca Italia, il Governo prevede 10 azioni per il rilancio del Made in Italy. Tra le iniziative più significative, il potenziamento dei grandi eventi in Italia, voucher per export manager, piano di comunicazione contro i prodotti Italian Sounding e accordi per favorire prodotti delle piccole aziende nella grande distribuzione.

Le misure pensate dall’esecutivo mirano a:

  • ampliare il numero delle imprese, in particolare piccole e medie, che operano nel mercato globale;
  • espandere le quote italiane del commercio internazionale;
  • valorizzare l’immagine del Made in Italy nel mondo;
  • sostenere le iniziative di attrazione degli investimenti esteri in Italia.

Il Governo punta a:

  • aumentare, entro i prossimi 3 anni, la platea delle imprese esportatrici di almeno 20 mila unità;
  • incrementare i ricavi oltre confine di 50 miliardi (oggi a quota 389 miliardi);
  • attrarre investimenti esteri in Italia per 20 miliardi l’anno.

Il piano sarà articolato come segue:

  • iniziative straordinarie di formazione e informazione sulle opportunità offerte dai mercati esteri alle imprese in particolare piccole e medie;
  • supporto alle più rilevanti manifestazioni fieristiche italiane di livello internazionale;
  • valorizzazione delle produzioni di eccellenza, in particolare agricole e agroalimentari, e tutela all’estero dei marchi e delle certificazioni di qualità e di origine delle imprese e dei prodotti;
  • sostegno alla penetrazione dei prodotti italiani nei diversi mercati, anche attraverso appositi accordi con le reti di distribuzione;
  • realizzazione di un segno distintivo unico per le produzioni agricole e agroalimentari al fine di favorirne la promozione all’estero e durante l’Esposizione Universale 2015;
  • realizzazione di campagne di promozione strategica nei mercati più rilevanti e di contrasto al fenomeno dell’Italian sounding;
  • sostegno all’utilizzo degli strumenti di e-commerce da parte delle piccole e medie imprese;
  • realizzazione di tipologie promozionali innovative per l’acquisizione e la fidelizzazione della domanda dei mercati esteri;
  • rafforzamento organizzativo delle micro, piccole e medie imprese in particolare attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto in forma di voucher;
  • sostegno ad iniziative di promozione delle opportunità di investimento in Italia, nonché di accompagnamento e assistenza degli investitori esteri in Italia.

Il Piano prevede:

  • 5 azioni in Italia (potenziamento dei grandi eventi in Italia; voucher temporary export manager; formazione export manager; roadshow per le PMI; piattaforma e-commerce per le PMI);
  • 5 azioni all’estero (piano GDO; piano speciale mercati d'attacco; piano "Road to Expo"; Piano comunicazione contro Italian Sounding; roadshow attrazione investimenti).

Le azioni da realizzare in Italia
Per quanto riguarda le azioni da realizzare in Italia, il Piano prevede uno stanziamento di 30 milioni di euro per il rafforzamento su scala globale, anche tramite il volano dell’Expo 2015, dei 15 principali eventi fieristici in cui l’Italia è leader.
Sono previsti poi 25 milioni di euro riservati alle PMI che intendono utilizzare dei manager temporanei che si occupano di internazionalizzazione.
Altri 2 milioni andranno sostenere la formazione di 2mila manager in co-finanziamento con le Regioni.
Sono previste poi iniziative di formazione sui territori e un servizio customizzato per ogni azienda che vuole iniziare a esportare.
Infine, sarà avviato un potenziamento degli strumenti a disposizione della digitalizzazione delle PMI per favorire l'accesso alle piattaforme digitali; sarà prestata un’attenzione strategica alla proprietà dei dati e all'accesso al mercato digitale.

Le azioni previste per l’estero
Tra le azioni previste per l’estero, 25 milioni di euro saranno destinati per accordi con la grande distribuzione per inserire a scaffale un maggior numero di prodotti del Made in Italy. L’obiettivo prioritario è quello di inserire marchi di qualità appartenenti ad aziende di piccole dimensioni.
Ulteriori 18 milioni di euro saranno utilizzati per l’attivazione di Piani Speciali per aggredire i mercati esteri come quello USA e sfruttare le nuove opportunità per le aziende italiane. Su questi paesi saranno attivate anche missioni settoriali di imprenditori a guida politica.

Il "Piano road to Expo" ha l'obiettivo di concretizzare la ricaduta commerciale dell'Expo nei settori dell'agroindustria e di tutti i settori industriali ad essa legati attraverso il proseguimento della collaborazione con le 5 principali fiere italiane dei rispettivi comparti.

Inoltre, con il Ministero dell’Agricoltura, si introdurrà un marchio internazionale "Italian original" (nome provvisorio) che corrisponde alle nostre DOC/DOP e IGP/IGT. La diffusione internazionale di questo nuovo marchio attraverso un piano di advertising consentirà la riconoscibilità dei prodotti italiani dalle numerose imitazioni.

Infine, 5 milioni di euro saranno utilizzati per la prima raccolta e la sistematizzazione delle opportunità di investimento in Italia. L’azione prevede anche la creazione di un database degli investitori internazionali, la formazione del personale e l’organizzazione, in raccordo con le ambasciate d’Italia, del primo roadshow globale “Invest in Italy” che tocchi le prime 20 piazze finanziarie mondiali.

Voucher alle PMI per export manager
Per spingere le PMI a guardare ai mercati oltreconfine, il Piano prevede, come sopra accennato, l’erogazione divoucher - di importo pari a 10.000 euro - per l’acquisizione, tra l’altro, di figure professionali specializzate nei processi di internazionalizzazione al fine di realizzare attività di studio, progettazione e gestione di processi e programmi su mercati esteri.

Ambito soggettivo
Sotto il profilo soggettivo, la disposizione fa esclusivo riferimento alle “PMI”.

Contributi in “de minimis”
I contributi saranno erogati nel rispetto del regime “de minimis” di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 del 18 dicembre 2013.
Si ricorda che, in base a tale regolamento, l’importo totale massimo degli aiuti“de minimis” che un’impresa può ottenere non può superare, nell’arco di 3 anni, i 200.000 euro. Tale importo si dimezza a 100.000 euro nell’ipotesi di operante nel trasporto delle merci su strada.
Nel caso un'agevolazione concessa in “de minimis” superi il massimale individuale a disposizione in quel momento dell'impresa beneficiaria, l'aiuto non potrà essere concesso nemmeno per la parte non eccedente tale tetto.
Nel calcolo del plafond “de minimis” deve essere presa in considerazione sia l’azienda che ha richiesto l’agevolazione, sia l’insieme delle imprese collegate a questa.
Pertanto, l’impresa richiedente l’agevolazione non deve soltanto controllare gli eventuali aiuti “de minimis” che essa stessa ha percepito negli ultimi 3 esercizi, ma anche quelli eventualmente ricevuti dagli altri soggetti che fanno parte delle stessa impresa unica.
Nello specifico si intende per impresa unica l'insieme delle imprese fra le quali esiste almeno una delle relazioni di collegamento seguenti, da verificare sia a monte che a valle dell'impresa richiedente l'incentivo:
- un’impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un’altra impresa;
- un’impresa ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, direzione o sorveglianza di un’altra impresa;
- un’impresa ha il diritto di esercitare un’influenza dominante su un’altra impresa in virtù di un contratto concluso con quest’ultima o in virtù di una clausola dello statuto di quest’ultima;
- un’impresa azionista o socia di un’altra impresa controlla da sola, in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti o soci dell’altra impresa, la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di quest’ultima.

Le imprese fra le quali intercorre una delle relazioni sopra indicate, per il tramite di una o più altre imprese sono anch’esse considerate un’impresa unica.

Opportunità di investimento - Gli incentivi ancora attivi

Categoria: Ambito Contabile, Amministrativo e Fiscale
Pubblicato: Martedì, 23 Settembre 2014
Scritto da Donato Troia

Si propone una sintesi delle opportunità di investimento per impresa nuove o già avviate attraverso un pacchetto di strumenti tra essi complementari, in grado di incrementare la competitività delle aziende.

CANALI DI FINANZIAMENTO PER LE IMPRESE

  • LEGGE 185/2000 - Autoimprenditorialità e Autoimpiego
  • LEGGE 181/89 per il rilancio delle aree industriali in crisi
  • SMART&START
  • CONTRATTO DI SVILUPPO
  • BONUS INVESTIMENTI DL 91/2014
  • ACE POTENZIATA DL 201/2001
  • NUOVA SABATINI DL 69/2013
  • PROGETTI DI R&S NEGLI AMBITI TECNOLOGICI DI HORIZON 2020

LEGGE 185/2000 - Autoimprenditorialità e Autoimpiego
la LEGGE 185/2000 offre due possibilità distinguendo tra:
a) autoimprenditorialità;
b) autoimpiego.

Le misure di agevolazione sono gestite da Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa).

a) AUTOIMPRENDITORIALITA'

BENEFICIARI:
Nuove imprese di piccola dimensione, o già esistenti, costituite sotto forma di società, comprese le cooperative (con esclusione delle ditte individuali, società di fatto e le società con unico socio), composte in maggioranza sia numerica che di capitali da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, nel settore della produzione di beni e servizi alle imprese, dell’erogazione dei servizi in svariati comparti (beni culturali, turismo, manutenzione opere civili e industriali, innovazione tecnologica, agricoltura), nel settore agricolo e a favore delle cooperative sociali di tipo B (dove il 30% dei soci lavoratori deve essere composto da persone svantaggiate).
Le imprese già esistenti, per poter chiedere il contributo, devono avere avviato la loro attività almeno tre anni prima dalla data di presentazione della domanda, e devono essere in possesso dei requisiti di età da almeno due anni prima della presentazione.

FINANZIAMENTI (procedura di accesso sempre aperta):

  • Per i programmi di investimento del settore della produzione di beni e servizi (anche agricoli), l’importo complessivo non potrà eccedere i 2.582mila euro. 
  • Per il settore della produzione dei servizi e quello delle cooperative sociali, l’importo è ridotto a 516mila euro ( per le coop. sociali già esistenti il limite massimo è di 258mila euro).

Le agevolazioni si concretizzano in un finanziamento per l’investimento, affiancato da contributi per la gestione, per la formazione o assistenza tecnica.
Copertura della spesa complessiva per le iniziative localizzate nel Sud: 80-90%.
Copertura della spesa complessiva per le iniziative localizzate nel Centro-Nord: 60-70%.

Il finanziamento per la gestione e per la formazione e/o assistenza tecnica si concretizza in un contributo a fondo perduto, erogato nel rispetto della normativa de minimis.
Tempi medi di risposta dalla data di presentazione: 4 mesi.

Sono state modificate le norme che regolano la concessione delle agevolazioni di cui al D. Lgs. 185/00 Titolo I (con Decreto Legge n.145/2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nr. 300 del 23.12.2013). Pertanto, per concedere le suddette agevolazioni, è necessario attendere l’emanazione del Regolamento di Attuazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico

b) AUTOIMPIEGO

BENEFICIARI:
Persone fisiche che siano disoccupate o in cerca di prima occupazione per l’avvio di piccole attività imprenditoriali, attraverso iniziative di lavoro autonomo, microimpresa
o franchising.

FINANZIAMENTI (risposta in 6 mesi):
Lavoro autonomo. Maggiorenne e residente da almeno sei mesi nel territorio nazionale. Le iniziative proponibili possono riguardare qualsiasi settore di attività (con esclusione quello della produzione primaria di prodotti agricoli, pesca e acquacoltura). Possono essere finanziati i programmi di spesa di importo non superiore a 25.823 euro.

Microimpresa. Società di persone (società semplici, Sas, Snc) di nuova costituzione, non aventi scopo mutualistico, in cui almeno la metà numerica dei soci, che detiene la metà delle quote di partecipazione, sia in possesso dei requisiti previsti dell’età, della non occupazione e della residenza. L’importo dell’ investimento complessivo non potrà superare i 129.114 euro.
La microimpresa non potrà riguardare le attività di commercio.

Franchising. Ditte individuali, società di capitali e di persone aventi i requisiti previsti dalla normativa. Le iniziative devono riguardare la commercializzazione di beni e servizi mediante la formula dell’affiliazione in franchising. Il franchisor prescelto deve essere convenzionato con Invitalia.
Le agevolazioni consistono in finanziamenti per gli investimenti e per le spese del primo anno di gestione (anche su base pluriennale per il franchising). Per il lavoro autonomo le spese di gestione non possono superare l’importo di 5.165 euro, mentre per le altre due iniziative, l’importo è determinato sulla base di quanto previsto nel piano finanziario.

 

LEGGE 181/89 (gestito da Invitalia)
Per il rilancio delle aree industriali in crisi, attraverso il sostegno alla creazione di nuove imprese o ai programmi di ampliamento (l’obiettivo è la creazione di nuova occupazione).

L'elenco completo dei Comuni agevolabili è consultabile su Invitalia.

Possono chiedere l’aiuto le imprese di qualsiasi dimensione che operano nei settori dell’estrazione dei minerali, manifatturiero, produzione di energia elettrica (impianti alimentati da fonti rinnovabili) e attività di servizi alle imprese specificamente elencate.

Invitalia acquisisce una partecipazione temporanea di minoranza (non superiore al 30%) nel capitale delle imprese richiedenti (in sede di costituzione della società, o in sede di aumento di capitale), senza assumere nessuna responsabilità di gestione, né rilascio di garanzie, almeno fino al completamento degli investimenti. L’alienazione delle quote intestate all’agenzia dovrà avvenire preferibilmente a favore degli altri soci.

L’impresa beneficiaria deve partecipare all’investimento con mezzi propri pari almeno al 30% degli investimenti fissi realizzati.
Le agevolazioni consistono in contributi in conto capitale, finanziamenti agevolati (anche sotto forma di prefinanziamento) e, limitatamente alle imprese del Sud, in un finanziamento agevolato per fabbisogni residui.
Per le imprese del Centro-Nord il contributo a fondo perduto può arrivare massimo al 25% degli investimenti ammissibili.
Per le imprese del Sud il contributo a fondo perduto può arrivare massimo al 40% degli investimenti ammissibili.

Il tasso d’interesse per i finanziamenti e prefinanziamneti agevolati è pari al 36% del tasso di riferimento.

 

SMART&START(gestito da Invitalia)
Smart&Start è la misura destinata a progetti imprenditoriali a carattere fortemente innovativo, promossi da nuove imprese ubicate nel Mezzogiorno.

SMART prevede contributi a copertura dei costi di gestione dei primi anni di attività, per le nuove imprese ubicate in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, che propongono modelli di business innovativi sotto il profilo organizzativo o produttivo, oppure orientati a raggiungere nuovi mercati o a intercettare nuovi fabbisogni.
START prevede contributi a sostegno delle spese di investimento iniziali, per le nuove imprese ubicate in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e che intendono operare nell’economia digitale e/o valorizzare economicamente i risultati della ricerca, pubblica e privata.

I due incentivi – Smart e Start – sono cumulabili,fino ad un massimo di 200.000 euro per ogni impresa beneficiaria.
Gli incentivi sono rivolti alle società di piccola dimensione, costituite da meno di sei mesi.
Per richiedere le agevolazioni non è necessario aver già costituito la società: possono accedere a Smart&Start anche “team” di persone fisiche in possesso di una business idea. La costituzione della nuova società sarà richiesta solo dopo l’approvazione della domanda di ammissione alle agevolazioni.

 

CONTRATTO DI SVILUPPO (gestito da Invitalia)
ll Contratto di Sviluppo favorisce la realizzazione di investimenti di rilevanti dimensioni, da realizzarsi esclusivamente nelle Regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il Programma di Sviluppo oggetto del contratto può essere di tipo industriale, turistico o per la tutela ambientale.
È composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connessi e funzionali tra loro.
Può prevedere anche la realizzazione di infrastrutture di pubblico interesse.
In particolare il Contratto di Sviluppo INDUSTRIALE finanzia progetti di investimento:

  • nei settori manifatturiero, estrattivo e della fornitura di energia (salvo i divieti e le limitazioni previste dalle normative UE);
  • in alcune attività di trasporto, magazzinaggio e di servizio, informazione e comunicazione come call center, vigilanza privata, servizi delle agenzie di viaggio ecc.

Il Contratto di Sviluppo TURISTICO finanzia progetti di investimento nel settore ricettività e ristorazione ed eventuali attività commerciali complementari.

Il Contratto di Sviluppo per la TUTELA AMBIENTALE finanzia progetti:

  • per innalzare il livello di tutela ambientale dell’impresa proponente oltre le soglie fissate dalla normativa comunitaria vigente o in assenza di specifica normativa comunitaria;
  • per consentire risparmi energetici;
  • per realizzare impianti di cogenerazione ad alto rendimento.

Prevede agevolazioni sotto forma di:

  • contributo a fondo perduto;
  • finanziamento agevolato;
  • contributo in conto interessi.

 

BONUS INVESTIMENTI DL 91/2014
Il decreto legge 91/2014 ha introdotto un credito di imposta del 15% calcolato sul costo dei beni strumentali nuovi acquisiti tra il 25 giugno 2014 e il 30 giugno 2015 per l’importo eccedente la media degli investimenti dei cinque esercizi precedenti.
Il credito di imposta si utilizza in compensazione nel F24 in tre rate uguali a partire dal secondo esercizio successivo a quello di realizzazione dell’investimento.

Incentivi per le NEWCO
Le società che si costituiscono dopo il 25 giugno 2014e fino al 30 giugno 2015 possono accedere al bonus, calcolando il credito di imposta su tutto l’importo degli investimenti realizzati nel periodo agevolato. Il costo dell’investimento è dunque pari all’85% del prezzo pagato.

 

ACE POTENZIATA DL 201/2001
L’agevolazione Ace è stata prevista dal decreto legge 201/2011 per le imprese che aumentano il proprio patrimonio netto mediante accantonamenti di utili a riserva e conferimenti in denaro effettuati dopo il 31 dicembre 2010.
L’agevolazione consiste in una deduzione del reddito di impresa calcolata applicando il coefficiente del 4%, 4,5% e 4,75% (rispettivamente per gli anni 2014,2015,2016) all’incremento di patrimonio realizzato.

Incentivi per le NEWCO
Le società neo costituite possono usufruire dell’agevolazione applicando le percentuali di legge all’intero capitale sociale versato in denaro e ai versamenti in conto capitale effettuati dalla costituzione.
Per l’esercizio di versamento, occorre il ragguaglio temporale.

 

NUOVA SABATINI DL 69/2013
Il decreto legge 69/2013 prevede la concessione di contributi in conto interessi per il finanziamenti assunti dalle Pmi che realizzano investimenti in beni strumentali e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali.
Grazie al plafond di risorse previsto le banche potranno concedere alle Pmi finanziamenti di importo compreso tra 20mila euro e 2 milioni di euro.

Incentivi per le NEWCO
Possono usufruire della Nuova Sabatini le imprese classificate di dimensione micro, piccola e media che siano regolarmente costituite e iscritte nel registro dell’imprese alla data di presentazione della domanda.

 

PROGETTI DI R&S NEGLI AMBITI TECNOLOGICI DI HORIZON 2020
Si tratta di agevolazioni dirette a sostenere la realizzazione di progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale negli ambiti tecnologici individuati dal programma “Horizon 2020” dell'Unione europea.
Nello specifico, i progetti ammissibili alle agevolazioni, da avviare successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni e comunque, pena la revoca, non oltre 3 mesi dalla data del decreto di concessione, devono prevedere la realizzazione di attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo di nuove tecnologie.
I progetti di ricerca e sviluppo devono prevedere, inoltre, un ammontare complessivo di spese ammissibili compreso tra 800 mila e 3 milioni di euro e possono essere presentati dalle imprese singolarmente o in forma congiunta, anche con Organismi di ricerca, fino a un massimo di 3 soggetti proponenti.

Le agevolazioni sono concesse nella forma del finanziamento agevolato per una percentuale delle spese ammissibili articolata in relazione alla dimensione d’impresa, pari al 70% per le piccole imprese, al 60% per le medie imprese e al 50% per le grandi. Il finanziamento agevolato ha una durata massima di 8 anni, oltre un periodo di preammortamento di 3 anni, e prevede un tasso agevolato pari al 20% del tasso di riferimento stabilito dalla Commissione europea, comunque non inferiore allo 0,8%.
La dotazione finanziaria dell’intervento è pari a 300 milioni di euro, di cui il 60% riservato a progetti proposti da imprese di piccole e medie dimensioni. Le domande di agevolazioni possono essere presentate a partire dalle ore 9.00 del 27 Ottobre 2014.

Si resta a disposizione per qualsiasi necessità di chiarimento e approfondimento