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Circolari

Avviso Pubblico "Sostegno alla competitività delle PMI lucane" – Regione Basilicata

Categoria: Ambito Contabile, Amministrativo e Fiscale
Pubblicato: Lunedì, 20 Luglio 2015
Scritto da Donato Troia

È stata pubblicata sul Supplemento al BUR n.25 del 16 luglio 2015 la D.G.R. n. 935 che approva l’Avviso Pubblico "Sostegno alla competitività delle PMI lucane". Il presente Avviso Pubblico si propone di concedere aiuti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere investimenti che, mediante interventi in innovazione di un impianto o di un processo produttivo, di organizzazione, di marketing, di ottimizzazione delle performance ambientali e/o di sicurezza, consentano un rilevante miglioramento delle prestazioni dell’impresa al fine di determinare vantaggi competitivi.

Possono presentare domanda di agevolazione le micro, piccole e medie imprese costituite e attive alla data di inoltro della candidatura telematica con sede operativa in Basilicata.
Sono ammissibili ad agevolazione gli investimenti di importo superiore a € 10.000,00, compresi nelle seguenti tipologie di intervento:
A. Innovazioni di processo/prodotto/servizio ovvero la realizzazione di un nuovo metodo di produzione o di distribuzione, o significativo miglioramento di quello esistente, ottenuto attraverso cambiamenti delle tecniche e/o delle attrezzature;
B. Innovazioni organizzative tramite l’utilizzo delle TIC ovvero l’adozione di nuovi metodi che hanno lo scopo di aumentare le prestazioni dell’impresa, migliorandone la produttività e/o riducendone i costi di gestione, tramite lo sviluppo e la realizzazione di tecniche derivanti da applicazioni ICT anche attraverso le nuove soluzioni cloud computing;
C. Innovazione di marketing ovvero l’implementazione di nuove metodologie di marketing che comportano significativi cambiamenti nella promozione dei prodotti o nelle politiche di prezzo, con esclusione delle spese di pubblicità;
D. Eco–innovazione ovvero investimenti volti a favorire il miglioramento delle performance ambientali aziendali attraverso la riduzione significativa degli impatti delle attività produttive dell’impresa sia a livello di processo sia di prodotto;
E. Safety-innovazione ovvero investimenti volti a migliorare i livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro e di responsabilità sociale dell’impresa.

Tali investimenti, in beni e strumenti nuovi (materiali o immateriali), sono agevolabili se effettuati a decorrere dalla data di invio della “candidatura telematica”.
L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo in conto capitale sull’importo delle spese ritenute ammissibili secondo le intensità espresse in termine di equivalente sovvenzione lorda (ESL), e precisamente:
- per le medie imprese un aiuto non superiore al 35% delle spese ammesse ad agevolazione e comunque fino ad un contributo massimo di € 50.000,00;
- per le piccole imprese un aiuto non superiore al 45% delle spese ammesse ad agevolazione e comunque fino ad un contributo massimo di 30.000,00.
L'impresa beneficiaria si impegna, in ogni caso, ad apportare un contributo finanziario pari ad almeno al 25% dei costi ammissibili in una forma priva di qualsiasi sostegno pubblico.
La compilazione della domanda telematica sarà possibile a partire dalle ore 8:00 del 25 agosto 2015, data di apertura dello sportello telematico, fino alle ore 18:00 del 31 ottobre 2015.
L’ordine istruttorio delle domande pervenute è determinato dal punteggio ottenuto in fase di compilazione della candidatura telematica sulla base di appositi criteri oggettivi che dovranno essere supportati in fase di verifica di ammissibilità dell’istanza da idonea documentazione atta a confermare i punteggi auto-attribuiti. Si precisa che non è rilevante l'ordine cronologico di inoltro della domanda telematica.
Le risorse finanziarie disponibili a valere sul presente Avviso Pubblico ammontano ad €12.000.000,00.

I nostri uffici sono a Vs disposizione per qualsivoglia chiarimento.

Avviso Pubblico "Piani di Sviluppo Industriale Pacchetti Integrati di Agevolazioni (PIA)" Regione Basilicata

Categoria: Ambito Contabile, Amministrativo e Fiscale
Pubblicato: Martedì, 12 Maggio 2015
Scritto da Donato Troia

E' stata pubblicata, sul BUR della Regione Basilicata n. 19 del primo maggio 2015 supplemento, la DGR n. 577 del 29/04/2015 che approva l'Avviso Pubblico "Piani di Sviluppo Industriale Pacchetti Integrati di Agevolazioni (PIA)" per la selezione di interventi finalizzati al rafforzamento delle imprese esistenti e alla creazione di nuove iniziative imprenditoriali nel territorio lucano attraverso lo strumento di incentivazione dei PIA – Pacchetti Integrati di Agevolazione.

L'obiettivo del presente Avviso Pubblico è finalizzato, in particolare: 

- ad aumentare il livello di competitività delle imprese attraverso la ristrutturazione delle loro attività mediante interventi di riposizionamento strategico sui mercati, di rimodellamento organizzativo o di innovazione tecnologica;
- a recuperare, in misura significativa seppur parziale, siti industriali o artigianali dismessi per effetto della cessazione o dell'esaurimento delle attività produttive che vi erano state allocate, ovvero il loro patrimonio industriale in termini di risorse umane con le relative competenze e di sistema integrato di fornitura con il relativo know-how tecnico-organizzativo, attraverso l'avvio e l'insediamento di nuove attività, anche in comparti o segmenti diversi per vocazione di business;
- ad attrarre nuove attività, dotate di significativa valenza in termini di occupazione oppure di investimenti programmati ovvero di tasso di innovazione tecnologico-produttiva, che impiantino i loro siti produttivi sul territorio regionale ovvero che rilancino secondo un modello strategico di "reimpianto propulsivo" (coming back) produzioni e prodotti appartenuti al sistema di competenza di settori in via di progressivo abbandono o di decadimento competitivo per effetto del perdurare della crisi e di strategie di delocalizzazione.

Il Pacchetto integrato di Agevolazioni consente alle imprese, attraverso la presentazione di un unico Piano di Sviluppo Industriale articolato in Progetti specifici, di richiedere contributi finanziari per la realizzazione di investimenti produttivi finalizzati alla salvaguardia e sviluppo dei livelli occupazionali, per l’acquisizione di servizi reali, per la realizzazione di attività di ricerca e sviluppo tecnologico e per lo svolgimento di attività di formazione continua.

I Piani di Sviluppo Industriale sono articolati nei seguenti progetti specifici:
- Progetto degli Investimenti Produttivi per la salvaguardia e sviluppo dei livelli occupazionali (realizzazione di nuove unità produttive; estensione/ampliamento di unità produttive esistenti; diversificazione della produzione di un’unità produttiva anche con prodotti nuovi aggiuntivi; diversificazione della produzione di un’unità produttiva con il cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo; acquisizione di attivi direttamente connessi con uno stabilimento, nel caso in cui lo stabilimento sia stato chiuso o sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato rilevato e gli attivi vengano acquisiti da un investitore indipendente; riattivazione e al trasferimento di impianti esistenti);
- Progetto Integrato dei Servizi Reali;
- Progetto di Ricerca e Innovazione Aziendale;
- Progetto della Formazione Aziendale.

Il Piano di Sviluppo Industriale deve prevedere obbligatoriamente il progetto degli investimenti produttivi, il cui importo di investimento deve essere non inferiore al 50% dell’importo complessivo del piano di sviluppo industriale presentato.
L’importo minimo del Progetto di investimenti produttivi da candidare deve essere pari a:
- € 4.000.000,00 per la realizzazione di nuove iniziative;
- € 2.000.000,00 per gli investimenti di ampliamento, di diversificazione, per l’acquisizione di attivi direttamente connessi con uno stabilimento, per la riattivazione e al trasferimento di impianti esistenti.
Il contributo massimo concedibile del Piano di Sviluppo Industriale non può superare l’importo di euro 7.000.000, fatti salvi i seguenti contributi massimi concedibili previsti per i singoli progetti specifici:
- euro 7.000.000,00 per il Progetto degli Investimenti Produttivi per la salvaguardia e sviluppo dei livelli occupazionali;
- euro 250.000,00 per il Progetto Integrato dei Servizi Reali;
- euro 1.500.000,00 per il Progetto di Ricerca e Innovazione;
- euro 200.000,00 per il Progetto della Formazione Aziendale.
L’intensità del contributo è pari al 25% per le grandi imprese, al 35% per la media impresa e al 45% per la piccola e micro impresa. L'impresa beneficiaria è obbligata, in ogni caso, ad apportare un contributo finanziario pari almeno al 25% dei costi ammissibili, o attraverso risorse proprie o mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi sostegno pubblico.
Possono presentare domanda di agevolazione per i Piani di Sviluppo industriale le piccole, medie e grandi imprese (con limitazioni) ovvero consorzi di imprese e società consortili operanti nei settori di Estrazione di minerali da cave e miniere e Attività manifatturiere limitatamente ad alcune divisioni, Fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento limitatamente ad alcune divisioni, Trasporto e Magazzinaggio limitatamente al codice divisione 52 “Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti”, Servizi di informazione e comunicazione, Attività professionali scientifiche e tecniche limitatamente ad alcune divisioni, Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese limitatamente ad alcune divisioni e infine nel settore della Sanità e assistenza sociale limitatamente alla divisione 87 “servizi di assistenza sociale residenziale”.
Le domande potranno essere presentate fino al termine ultimo del 31 ottobre 2015, a partire dal 30° giorno successivo alla pubblicazione dell’Avviso sul Bollettino Ufficiale, fatto salvo il caso in cui le risorse finanziarie disponibili non vengano esaurite prima.
Il posizionamento in graduatoria dei piani di sviluppo industriale è determinato esclusivamente dal punteggio ottenuto dal solo progetto degli investimenti produttivi; non è determinante, invece, l'ordine cronologico di arrivo delle domande per il posizionamento in graduatoria.
Le risorse finanziarie disponibili a valere sul presente Avviso Pubblico ammontano ad 65.000.000,00 (sessantacinquemilioni) di euro.

I nostri uffici sono a Vs disposizione per qualsivoglia chiarimento.

Decreto direttoriale del 29 aprile 2015 - Contratti di Sviluppo al via dal 10 giugno

Categoria: Ambito Contabile, Amministrativo e Fiscale
Pubblicato: Martedì, 12 Maggio 2015
Scritto da Donato Troia

Il decreto del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello Sviluppo economico del 29 aprile 2015 stabilisce i termini per la presentazione delle domande di agevolazioni a valere sui Contratti di sviluppo.
Il contratto di sviluppo è uno strumento agevolativo “negoziale” dedicato al sostegno di investimenti strategici ed innovativi di grandi dimensioni.
Ha l’obiettivo di favorire la riqualificazione settoriale, lo sviluppo di filiere, il riposizionamento competitivo dei tradizionali settori di specializzazione, l’attrazione degli investimenti esteri, con la creazione di reti di imprese e la promozione di investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Finanzia Programmi di sviluppo nel settore industriale, turistico oppure per la tutela ambientale.

Destinatari
Possono presentare i programmi di sviluppo e, conseguentemente, essere beneficiari dello strumento agevolativo del Contratto di Sviluppo, le imprese, italiane ed estere. Queste ultime, per poter richiedere gli incentivi, devono avere una sede stabile in Italia.
In particolare, i destinatari delle agevolazioni sono:
l’impresa proponente, che promuove l’iniziativa imprenditoriale ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del Contratto di Sviluppo;
le eventuali imprese aderenti, che realizzano progetti di investimento nell’ambito del suddetto Contratto di Sviluppo;
i soggetti partecipanti agli eventuali progetti di ricerca, e sviluppo e innovazione.
Il contratto di sviluppo potrà inoltre essere realizzato da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete di cui alla legge 9 aprile 2009, n. 33. In tal caso l’organo comune appositamente nominato agisce come mandatario dei partecipanti al Contratto e assume in carico tutti gli adempimenti nei confronti di Invitalia, Ente gestore dell’intervento.

Settori di attività ammissibili
Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere di tipo industriale, turistico o per la tutela ambientale. È composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, strettamente connessi e funzionali tra loro.

In particolare il Contratto di Sviluppo INDUSTRIALE finanzia progetti di investimento:
- nei settori manifatturiero, estrattivo e della fornitura di energia (salvo i divieti e le limitazioni previste dalle normative UE);
- in alcune attività di gestione dei rifiuti e risanamento;
- in alcune attività di servizio, informazione e comunicazione come call center, vigilanza privata, servizi delle agenzie di viaggio ecc.

Il Contratto di Sviluppo TURISTICO finanzia progetti di investimento:
- nel settore ricettività e nelle eventuali attività integrative e/o nei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico. Sono ammissibili anche le correlate attività commerciali complementari nel limite del 20% degli investimenti da realizzare.
Nel settore turistico non sono ammissibili progetti di ricerca e sviluppo ma solo progetti di innovazione.

Il Contratto di Sviluppo per la TUTELA AMBIENTALE finanzia progetti:
- per innalzare il livello di tutela ambientale dell’impresa proponente oltre le soglie fissate dalla normativa comunitaria vigente o in assenza di specifica normativa comunitaria;
- per anticipare l’adeguamento a nuove norme dell’unione, non ancora in vigore, che innalzano il livello di tutela ambientale;
- per consentire maggiore efficienza energetica;
- per realizzare impianti di cogenerazione ad alto rendimento;
- per realizzare attività di riciclaggio e riutilizzo di rifiuti (limitatamente ai rifiuti speciali di origine industriale e commerciale).

Requisiti di ammissibilità dell’investimento
Richiede un investimento minimo compreso tra 7,5 e 20 milioni di euro, in base al settore di attività.

I progetti di investimento del Contratto di Sviluppo possono essere realizzati:
- nelle aree previste dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale;
- nel resto del territorio nazionale esclusivamente per gli investimenti proposti da piccole e medie imprese o di programmi per la tutela ambientale.

Forma e intensità dell’agevolazione
Il Contratto di Sviluppo prevede le seguenti agevolazioni:
- contributo a fondo perduto in conto impianti;
- contributo a fondo perduto alla spesa;
- finanziamento agevolato;
- contributo in conto interessi.
È sottoscritto da una o più imprese, Invitalia e da eventuali Amministrazioni pubbliche. L’impresa proponente è l’interlocutore formale nei confronti di Invitalia, anche per conto delle aziende aderenti.
L’entità degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto, di investimento o di ricerca, sviluppo e innovazione, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa. Gli incentivi sono diversi per i progetti a finalità ambientale.

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12 del giorno 10 giugno 2015. La dotazione finanziaria iniziale dello strumento è di 250 milioni di euro, provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2014-2020. I fondi saranno destinati per l’80% al Mezzogiorno e per il 20% alle regioni del Centro-Nord. A questa dotazione si potranno aggiungere ulteriori risorse derivanti dalla programmazione comunitaria e nazionale 2014-2020.

I nostri uffici sono a Vs disposizione per qualsivoglia chiarimento.

Cinque per Mille per l'esercizio finanziario 2015

Categoria: Ambito Contabile, Amministrativo e Fiscale
Pubblicato: Martedì, 28 Aprile 2015
Scritto da Donato Troia

È possibile destinare, anche per l’esercizio finanziario 2015, una quota pari al cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a sostegno delle stesse categorie di soggetti e con le medesime modalità stabilite per l’esercizio finanziario 2014.
Nello specifico, l’articolo 23, comma 2, del Dl n. 95/2012 consente di destinare la quota del cinque per mille dell’Irpef alle seguenti finalità:
a) sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali previsti dall’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), del citato decreto legislativo n. 460 del 1997;
b) finanziamento della ricerca scientifica e dell’università;
c) finanziamento della ricerca sanitaria;
d) sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente;
e) sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche, riconosciute ai fini sportivi dal Comitato olimpico nazionale italiano a norma di legge, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale”.

Alle finalità sopra elencate, l’articolo 23, comma 46, del decreto-legge n. 98 del 2011 ha introdotto un’importante novità, aggiungendo la finalità di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.
Un’altra novità è rappresentata dall’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento”, il quale dispone che possono partecipare al riparto del cinque per mille anche gli enti che pur non avendo assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti richiesti per l’ammissione al contributo siano tuttavia in possesso dei requisiti sostanziali e provvedano a presentare la domanda di iscrizione e a effettuare le successive integrazioni documentali entro il 30 settembre, versando una sanzione pari a 258 euro.

Possono presentare quindi la domanda di iscrizione gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche.
Gli enti del volontariato interessati sono:
• le organizzazioni di volontariato di cui alla legge n. 266 del 1991;
• le ONLUS di cui all’art. 10 del D. Lgs. n. 460 del 1997, comprese le ONLUS di diritto e le ONLUS parziali, disciplinate rispettivamente dal comma 8 e dal comma 9 dello stesso articolo 10;
• le associazioni di promozione sociale, iscritte nei registri previsti dall’art. 7, commi 1, 2, 3 e 4 di cui alla legge n. 383 del 2000;
• le fondazioni e le associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, comma 1, lettera a), del D. Lgs. n. 460 del 1997.
Le associazioni sportive dilettantistiche che possono presentare domanda di iscrizione sono le associazioni riconosciute ai fini sportivi dal CONI che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.

La domanda di iscrizione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, entro il 7 maggio 2015, attraverso i servizi Entratel o Fisconline. La domanda deve essere presentata anche dai soggetti che già hanno prodotto analoga domanda per essere iscritti negli elenchi relativi agli anni precedenti.
I nostri uffici offrono la possibilità, a chiunque fosse interessato, di gestire la compilazione e la trasmissione telematica all'Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni, dei modelli, delle richieste e delle comunicazioni necessarie per l’iscrizione.
Successivamente alla presentazione d’iscrizione telematica, il legale rappresentante della società, entro il 30 giugno deve produrre una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti il possesso dei requisiti necessari per avere diritto al 5 per mille, corredato di fotocopia non autenticata di un documento di identità da inviare all’Agenzia delle Entrate a mezzo raccomandata A/R.

I nostri uffici sono a vostra completa disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Bando "Cluster Go International": finanziare le reti imprenditoriali europee per sostenere l’internazionalizzazione.

Categoria: Circolari
Pubblicato: Lunedì, 23 Marzo 2015
Scritto da Donato Troia

Nell’ambito dei programmi COSME è stato pubblicato il bando "Cluster Go International" per co-finanziare al 75% progetti miranti a promuovere lo strumento delle reti imprenditoriali europee, o cluster, European Strategic Cluster Partnership (“ESCP”), con le quali sostenere l’internazionalizzazione delle PMI. I progetti potranno riguardare sia azioni preparatorie per la creazione di nuove ESCP, che piani di sviluppo di ESCP già esistenti e che intendano sostenere strategie di mercato comuni a più imprese europee, relative a mercati extra-UE.

Il presente bando si concentra sulla promozione dell'internazionalizzazione dei cluster o reti di imprese che hanno la possibilità di sviluppare e attuare una strategia di internazionalizzazione congiunta e sostenere l'internazionalizzazione delle PMI nei confronti dei paesi terzi al di fuori dell'Europa.
L'azione sarà attuata mediante consorzi e organizzazioni di cluster o reti di imprese operanti nei paesi partecipanti al programma COSME, interessati a organizzare e gestire un partenariato europeo.
E' essenziale che tutte le attività siano chiaramente legate agli obiettivi stabiliti per ciascun settore e debitamente giustificate. Le domande dovranno rientrare in uno dei due seguenti strand:

  • STRAND 1 - sostenere le azioni preparatorie per l'istituzione di nuove ESCP come la individuazione di iniziali partner strategici in Europa, la “partnership building”, la consulenza legale per lo sviluppo di una struttura adeguata della ESCP, lo sviluppo di una strategia di marketing, di comunicazione e di branding, studi e analisi di mercato. I risultati attesi sono un accordo di partnership, un piano strategico di internazionalizzazione e una tabella di marcia di attuazione;
  • STRAND 2 - sostenere la prima implementazione, il test e l'ulteriore sviluppo di European Strategic Cluster Partnerships con azioni di rafforzamento della capacità di collaborare con Paesi terzi, di sviluppo dell’immagine della ESCP già costituita con azioni per la promozione comune, studi di fattibilità ed ogni altra consulenza necessaria per la creazione di un ufficio di rappresentanza comune in Paesi terzi, e con attività di matchmaking internazionale con Paesi terzi. I risultati attesi sono attività di collaborazione sviluppate e realizzate con i partner internazionali e un quadro di valutazione di monitoraggio con indicatori verificabili.

I candidati ammissibili sono organizzazioni di cluster e reti di imprese registrati o previsti da registrare sulla European Cluster Collaboration Platform. I consorzi devono essere formati da almeno 3 soggetti provenienti da 3 paesi diversi.

Il budget a disposizione è di 3.750.000 euro e la sovvenzione (co-finanziamento a fondo perduto) copre il 75% delle spese ammissibili, per un valore massimo di 187.500 EUR per lo Strand 1 e 450.000 EUR per lo Strand 2. L'Agenzia Esecutiva per le Piccole e Medie Imprese (EASME), che gestisce il bando, prevede di finanziare 8 progetti nello Strand 1 e 5 progetti nello Strand 2.  Il termine per la presentazione delle candidature è il 21 aprile 2015.