Con la sentenza 262 del 2020 la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'indeducibilità dell'Imu sugli immobili strumentali dall'Ires. La Corte ha sottolineato che l'Imu sugli immobili strumentali è un costo fiscale inerente di cui non si può precludere, senza compromettere la coerenza del disegno impositivo, la deducibilità una volta che il legislatore abbia, nella propria discrezionalità, stabilito per il reddito d'impresa il criterio di tassazione al netto. La deducibilità dell'Imu dall'imponibile dell'Ires, quindi, assume natura strutturale (sentenza n. 120 del 2020) in quanto il legislatore ha espressamente individuato il presupposto dell'Ires nel possesso di un reddito complessivo netto (art. 75, comma 1, Tuir); ciò a differenza di quanto ha invece stabilito per alcune categorie di reddito, come, ad esempio, i redditi di lavoro dipendente, che sono computati al lordo, senza deduzione (analitica) dei costi di produzione. La disposizione censurata contrasta, pertanto, con gli artt. 3 e 53 Cost., sotto il profilo della coerenza e quindi della ragionevolezza.

La Legge di Bilancio 2021 prevede la proroga fino al 30 giugno 2021 della disciplina straordinaria del Fondo di garanzia PMI per fare fronte alle immediate esigenze di liquidità delle imprese e dei professionisti, che stanno affrontando le difficoltà economiche dovute al protrarsi dell’epidemia da Covid-19.
Per imprese e professionisti sono previste le seguenti misure per l’accesso al credito:

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La Legge di Bilancio 2021 prevede una serie di novità in materia di fisco, lavoro e finanziamenti. Il provvedimento è composto da 20 articoli, ma la norma principale è l’articolo 1, formato da 1150 commi. Ampio il ventaglio di interventi in materia di lavoro, fiscale e di sostegno alla liquidità e allo sviluppo delle imprese.
Di seguito le principali novità.

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Il Ministero dello Sviluppo economico, con Decreto direttoriale 9 giugno 2020, ha disciplinato l’intervento agevolativo sulla Digital Transformation istituito all’articolo 29, commi da 5 a 8, del Decreto crescita, finalizzato a sostenere la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese attraverso la realizzazione di progetti diretti all'implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel Piano Nazionale Impresa 4.0 nonché di altre tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

Il Ministero dello Sviluppo economico, con Decreto direttoriale 23 giugno 2020, ha definito i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione previste dal nuovo bando “Macchinari innovativi”, che sostiene la realizzazione, nei territori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, di programmi di investimento diretti a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa ovvero a favorire la transizione del settore manifatturiero verso il paradigma dell’economia circolare.

All’interno di un pacchetto più esteso di misure finalizzate al contrasto dell’evasione fiscale e a disincentivare l’utilizzo del contante a favore della moneta elettronica, il limite all’uso del contante, a decorrere dal 1° luglio 2020, passa dagli attuali 3.000 euro a 2.000 euro. La modifica è stata approvata con il decreto fiscale 2020. In contemporanea, sempre dal 1° luglio 2020, viene fissato a 2.000 euro il minimo edittale della sanzione. Dal punto di vista pratico non ci sono altre novità di rilievo.

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Il bando in oggetto si configura come uno degli interventi previsti dal decreto Cura Italia (DL 18/2020, articolo 43,  comma 1) che punta a sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese, di qualunque  dimensione e operanti su tutto il territorio nazionale. Esso consente alle aziende di ottenere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale (DPI) finalizzati al contenimento e al contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

SOSTEGNO FINANZIARIO IMPRESE
E’ previsto che al fine di assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia, colpite dall’epidemia Covid-19, diverse dalle banche e altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito, SACE S.p.A. concede fino al 31 dicembre 2020 garanzie nel rispetto, però, di alcune condizioni: si deve trattare di finanziamenti non superiori a 6 anni e l’impegno da parte dell’impresa di non distribuire dividendi per un anno e di mantenere gli stessi livelli occupazionali.

News economia (ANSA.IT)

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