Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei cookie.

Business Joomla Themes by Justhost Reviews

 

Split Payment - Nuovo regime IVA nelle operazioni con enti pubblici

Categoria: Ambito Legale e Tributario
Pubblicato: Martedì, 20 Gennaio 2015
Scritto da Donato Troia

L’approvazione definitiva della legge di stabilità 2015 conferma le importanti novità in materia di applicazione dell’Iva nelle operazioni effettuate con gli enti pubblici. In particolare, è stato disposto che a partire dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2015, le forniture eseguite a favore della Pubblica Amministrazione devono avvenire con il sistema dello “split payment”, che consiste nell’addebito dell’Iva in fattura da parte del soggetto passivo che pone in essere l’operazione, ma con versamento dell’imposta a carico dell’acquirente o committente. Si precisa sin da subito che il sistema in questione è operativo dal 1° gennaio 2015.

Tecnicamente, la modifica normativa si inserisce nell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972, il quale dispone che per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato e dei suoi organi, anche dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei loro consorzi, delle camere di commercio, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, l’imposta è versata dal cessionario o committente (nella qualità di soggetto passivo), con modalità e termini che saranno fissati da un apposito decreto ministeriale. In buona sostanza, tramite il meccanismo in questione, il cedente o prestatore emette fattura con addebito d’imposta, e l’acquirente o committente procede al pagamento dell’imponibile al fornitore stesso, mentre l’imposta è versata direttamente all’Erario. Al fine di consentire l’applicazione del sistema in questione, nella fattura emessa dal cedente o prestatore dovrà essere riportata l’indicazione che l’imposta deve essere versata dall’acquirente o committente direttamente a favore dell’Erario (ad esempio indicando “Iva da versare a cura del cessionario o committente ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972”). E’ evidente che con tale sistema si evita la possibilità da parte del fornitore di incassare l’imposta e di non versarla al Fisco, al pari di quanto si ottiene con il reverse charge, anche se in tale ultimo caso il soggetto che pone in essere l’operazione non esercita la rivalsa del tributo. Lo split payment, tuttavia, non si applica ai compensi per prestazioni di servizi assoggettate a ritenuta d’acconto, per i quali l’imposta resta dunque applicabile nei modi ordinari.

Per quanto riguarda la decorrenza, come già anticipato, secondo l’originario disegno di legge l’efficacia del nuovo sistema era subordinata al rilascio, da parte del Consiglio Ue, dell’autorizzazione per la deroga all’art. 395 della direttiva Ue, mentre nel testo definitivo, a causa di problemi collegati ad altre vicende, si è data attuazione immediata alla novità già a partire dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2015. Le concrete modalità di versamento dell’imposta, nonché i relativi termini, saranno tuttavia definite da un apposito decreto attuativo, anche se pare ragionevole supporre che si procederà tramite utilizzo di una versione speciale del modello F24 enti pubblici. In caso di omesso o ritardato versamento dell’imposta, è prevista l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 471/1997 (30% dell’imposta non versata o versata tardivamente).

Infine, è bene segnalare che le disposizioni relative allo split payment, di cui all’art. 17-terdel D.P.R. n. 633/1972, non si applicano alle operazioni per le quali l’ente cessionario o committente, in qualità di soggetto passivo d’imposta, debba applicare il regime di inversione contabile (ad esempio, acquisti intracomunitari di beni, ovvero prestazioni di subappalto rese nel settore edile). In altre parole, laddove l’operazione rientri in una delle fattispecie per le quali si rende applicabile il regime del reverse charge, quest’ultimo prevale rispetto al nuovo sistema dello split payment.

I nostri uffici sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Novità introdotte dalla Legge di Stabilità per il 2014

Categoria: Ambito Legale e Tributario
Pubblicato: Martedì, 10 Giugno 2014
Scritto da Donato Troia

Dal 1° Gennaio 2014 sono entrate in vigore le novità normative introdotte dalla legge di Stabilità per il 2014 (L. 27.12.2013, n. 147). Al tale legge si sono aggiunte, nell’ultimo periodo, diverse novità normative che è bene analizzare nel dettaglio.

Leggi tutto...

Credito d’imposta per le attività di R&S

Categoria: Ambito Legale e Tributario
Pubblicato: Lunedì, 23 Dicembre 2013
Scritto da Donato Troia

Il Decreto del “Fare-Bis” ha istituito il credito d’imposta triennale per le imprese che impegnano risorse nelle attività di ricerca. Tale credito è attribuito ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società limitatamente agli investimenti incrementali in ricerca e sviluppo rispetto all’anno precedente.

Leggi tutto...

DL Sviluppo: in vigore decreto per credito d’imposta 35% per assunzioni qualificate

Categoria: Ambito Legale e Tributario
Pubblicato: Giovedì, 13 Febbraio 2014
Scritto da Donato Troia

E’ entrato in vigore il Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (emanato di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze il 23 ottobre 2013) recante le regole di attuazione del credito di imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato, introdotto dall’articolo 24 del DL 83/2012 "Misure urgenti per la crescita del Paese". L’agevolazione spetta a tutti i titolari di reddito di impresa e vale per le assunzioni a tempo indeterminato, avvenute dopo il 26 giugno 2012 (data di entrata in vigore del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83), di personale in possesso di titoli quali dottorato di ricerca universitario o laurea magistrale in discipline di ambito tecnico-scientifico. In questo secondo caso, il personale dovrà essere impiegato in attività di ricerca di base, ricerca industriale o sviluppo sperimentale. L’agevolazione consiste in un credito di imposta pari al 35% del costo aziendale sostenuto per un periodo massimo di un anno e per un tetto annuale di 200 mila euro. Il costo aziendale è rappresentato dall’effettivo costo salariale sostenuto dall’impresa.

Leggi tutto...

Nuovi adempimenti - Spesometro

Categoria: Ambito Legale e Tributario
Pubblicato: Lunedì, 14 Ottobre 2013
Scritto da Donato Troia

PREMESSA
L’art. 21 del DL 31.5.2010 n. 78 (conv. L. 30.7.2010 n. 122) ha introdotto l’obbligo, per i soggetti passivi IVA, di comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate le operazioni, rilevanti ai fini dell’imposta, rese e ricevute, di importo almeno pari a 3.000,00 euro (c.d. “spesometro”).
A decorrere dall’1.1.2012, tale norma è stata modificata dall’art. 2 co. 6 del DL 2.3.2012 n. 16 (conv. L. 26.4.2012 n. 44) prevedendo che l’adempimento in esame, ove riferito alle operazioni per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura, è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e for­ni­­tore, di tutte le operazioni attive e passive effettuate, a prescindere quindi dal loro importo. Per le ope­razioni non soggette all’obbligo di emissione della fattura, è stato invece confermato che la co­mu­­nicazione ha per oggetto le operazioni di importo non inferiore a 3.600,00 euro, al lordo dell’IVA.

Leggi tutto...